Cosa vedere a Città del Messico in 3 giorni

Cosa vedere a Città del Messico in 3 giorni

Credete sia impossibile visitare Città del Messico in 3 giorni e vedere tutte le cose più importanti? Se siete dei viaggiatori che se la prendono con calma probabilmente avete ragione! Città del Messico è una città davvero grande, la seconda metropoli più grande del mondo, ed è strapiena di cose da vedere. Inoltre il proverbiale traffico vi causerà non pochi probemi! Quindi se state pensando di andare in Messico e non avete problemi di tempo vi consiglio di stare almeno 5 o 6 giorni. Se invece avete le classiche 2 settimane e dovete concentrare le visite in poco tempo, questa guida vi sarà sicuramente di aiuto. Specialmente per non perdere tempo negli spostamenti e concentrare le visite su ciò che più vi interessa.  

Per decidere qual è il posto più adatto a al vostro soggiorno nella capitale messicana vi consiglio di leggere Dove soggiornare a Città del Messico. 

Come per gli altri itinerari che trovate sul blog, le visite sono pensate per farvi vedere il maggior numero di cose possibili nella stessa zona senza farvi perdere tempo negli spostamenti. Tuttavia, se non avete buone doti organizzative, valutate di rimanere qualche giorno in più o di fare una selezione delle cose da vedere. Ovviamente l’ordine delle visite può essere cambiato a vostro piacimento. 

Un altro consiglio è quello di prenotare delle visite guidate che vi faranno risparmiare un sacco di tempo durante la visita. Io mi sono sempre trovato bene con il portale Get Your Guide (qui trovate la loro homepage), perché è possibile trovare visite guidate a prezzi ragionevoli e la maggior parte delle volte in italiano. Inoltre il loro catalogo offre anche esperienze meno turistiche per chi magari già c’è stato o vorrebbe semplicemente vedere qualcosa di meno turistico.

Giorno 1 

Cosa vedere a Città del Messico in 3 giorni

Il primo giorno di solito consiglio di usarlo per ambientarsi nella nuova città, fare poche visite e lunghe passeggiate.

Una delle cose che mi ha aiutato molto a orientarmi a Città del Messico è stato il tour della città sul bus turistico (se volete dare un’occhiata  cliccate su questa pagina). Mentre vi godete la vista della città dal bus vi viene data una spiegazione dei monumenti e della storia della città. Se volete potete scendere e risalire tutte le volte che volete per fare le foto o visitare i punti di interesse rendendovi anche conto delle distanze tra le zone della città. 

Dopo aver passato la mattinata sul bus panoramico andate al Bosque de Chapultepec, uno dei parchi più grandi dell’America Latina. Qui si trova il Castillo de Chapultepec, ex palazzo imperiale e residenza ufficiale dei presidenti della repubblica fino a quando non divenne, nel 1939, sede del Museo Nacional de Historia. 

Continuando a passeggiare per il parco potrete notare qualche laghetto (un tempo tutta la zona faceva parte di un immenso lago) e una fontana monumentale chiamata Fuente de Tláloc che ritrae la divinità della pioggia. 

Tornando verso il Paseo de la Reforma potete notare diversi musei tra cui il Museo Nacional de Antropologia, secondo me il più bello del paese, dove potrete conoscere le varie civiltà precolombiane che hanno abitato il Messico. Non lontano dal Castillo e dalla fermata della metro c’è il Monumento a los niños heroes, dedicato ai cadetti che sacrificarono la vita per difendere la città dall’invasione statunitense nel 1847.

Dopo la visita tornate verso il Paseo de Reforma dove potrete vedere i monumenti più iconici della città:

Monumento a la Indipendencia, conosciuto anche come l’angelo dell’indipendenza, commemora gli eroi caduti nella lotta contro il governo spagnolo.

Diana Cazadora, fu creata dallo scultore Juan Fernando Olaguibel con l’intento di scandalizzare e offendere il pubblico pudore dell’epoca. Il corpo della dea era infatti completamente nudo e provocante.

Bolsa de Valores, il palazzo della borsa di città del Messico è un edificio futuristico con una cupola di vetro sulla sala delle operazioni e un’alta e sottile torre che ospita gli uffici.

Monumento a Cuauhtémoc, un monumento che fonde lo stile classico e quello precolombiano, eretto in onore dell’ultimo imperatore azteco che cercò di fermare l’invasione spagnola.  

Monumento a la Revolución, era il palazzo dei congressi, voluto da Porfirio Diaz e trasformato in monumento da coloro che lo avevano spodestato. 

Loteria Nacional, è l’edificio della Lotteria Nazionale, terminato nel 1936 in stile Art Deco.

El Caballito, è una scultura che sorge accanto alla torre del Caballito ed è uno dei simboli della città. 

Appena cala la notte, potete sostarvi nella Zona Rosa, un animato triangolo di strade, in parte pedonali, ricca di locali e caffè esclusivi. Nonostante sia un posto molto di tendenza non è più considerato tanto sicuro come lo era un tempo. 

 

Giorno 2 

Cosa vedere a città del Messico in 3 giorni

Il secondo giorno lo dedicheremo al centro storico che sorge esattamente sulle rovine di Tenochtitlán. 

iniziamo la visita la mattina presto con Zócalo, conosciuto anche come Plaza de la Constitutión che è una delle piazze più grandi del mondo. Uno dei lati della piazza è occupato dalla Catedral Metropolitana, uno degli edifici religiosi più grandi e importanti dell’America Latina. La cattedrale venne costruita nell’arco di 240 anni, per questo motivo vi si possono notare ha una grande varietà di stili architettonici molto diversi tra loro. 

Sul lato sinistro della cattedrale si trova il Palacio Nacional sede degli uffici del presidente del Messico dove si trova una raccolta di murali di Diego Rivera. Mentre poco più avanti c’è la Fuente de la Zona Lacustre, una fontana dove è inserita la mappa dell’antica città Azteca di Tenochtitlán. Superata la fontana ci sono le rovine del Templo Major, il tempio più importante della città dedicato a due divinità: il dio della guerra Huitzilopochtli e al dio dell’acqua Tláloc. 

Nel primo pomeriggio dirigetevi verso la Alamada Central, il parco dei pioppi fatto realizzare dal viceré Luis de Velasco alla fine del XVI secolo. Qui ci sono numerose statue, una fontana barocca e un imponente monumento semicircolare con colonne in marmo di Carrara chiamato Hemiciclo a Juarez. Uno dei lati del parco è occupato dal Palacio de Belles Artes, il teatro nazionale, realizzato dall’architetto italiano Adamo Boari nel 1901, che unisce elementi del neoclassicismo e dell’Art Nouveau a decorazioni precolombiane. 

Poco più avanti c’è la Casa de los Azulejos, una casa ricoperta di ceramiche di Talavera che risale al XVIII secolo. Si dice che la contessa che ne commissionò la costruzione si ispirò agli edifici di Puebla, la città dove trascorse la sua giovinezza. Da qui vi basta attraversare la strada per trovarvi davanti alla Torre Latinoamericana, un grattacielo di 182 metri dal quale è possibile vedere quasi tutta la città, smog permettendo. La torre venne costruita nel 1956 e grazie alla robusta struttura in acciaio riuscì a superare indenne numerosi terremoti, spesso molto violenti, a cui è esposta la città. 

Verso sera spostatevi a Polanco, la zona più esclusiva della città, piena di locali, bar e ristoranti alla moda. Questo è il posto ideale per dare un tocco glamour alla vostra vacanza e concludere in bellezza la giornata.  

Girono 3 

Cosa vedere a Città del Messico in 3 giorni

Dopo aver visto l’aspetto più caotico di Città del Messico è giunta l’ora di scoprire la parte più tranquilla, dove la vita scorre ancora lenta e calma . Dal centro ci spostiamo di una decina di chilometri verso sud a Coyoacán (luogo dei coyote). Qui è possibile vedere la tipica architettura coloniale dei centri rurali. Questo posto è stato da sempre il luogo preferito dagli artisti ed è possibile visitare la casa di Frida Kahlo e Diego Rivera, la coppia di artisti più famosa del paese. Nella zona sono presenti numerose gallerie d’arte e negozi di artigianato locale. 

Dirigendovi verso il centro di Coyoacán, non perdete la Casa de Cortés, la dimora del celebre conquistadores che oggi ospita degli uffici governativi. La casa si affaccia su Plaza Hidalgo, una graziosa piazzetta in stile coloniale di fronte alla quale si trova la chiesa cinquecentesca di San Juan Bautista. Non lontano si trova un’altra piazzetta coloniale molto graziosa, Plaza de la Conchita e la Iglesia de la Conchita, una chiesetta con la facciata impreziosita da intarsi in stile Mudéjar.

Nel pomeriggio proseguite per un’altra decina di chilometri verso sud fino ad arrivare a Xochimilco, che nell’antica lingua Nahuatl significa “il luogo dei campi di fiori”. Questo è l’ultimo posto a città del Messico dove sono sopravvissuti i grandi canali e i giardini semi galleggianti che un tempo caratterizzavano la capitale messicana. Qui è possibile fare un giro lungo i canali sulle caratteristiche imbarcazioni colorate con le tettoie ed un grande tavolino nel mezzo. Proprio su queste rive si consumarono i fatti che portarono alla nascita della leggenda della Llorona, lo spirito che si aggira sulle sponde dei fiumi in preda alla disperazione per la perdita dei propri figli. 

Ritornando verso il centro è d’obbligo una sosta a Plaza Garibaldi, il quartier generale dei Mariachi, dove è possibile assistere alle loro esibizioni, o alle loro prodezze in mezzo alla strada per attirare l’attenzione dei clienti. La piazza è circondata da bar e da ristorantini caratteristici che servono principalmente tacos e tequila. È molto importante sapere che bisogna arrivare e andarsene dalla piazza in Taxi perché le vie limitrofe possono non essere molto sicure, specialmente di notte.

 

Alterative

La maggior parte dei turisti che vanno in Messico purtroppo sono interessati più alle spiagge che alla cultura. Spesso passano in fretta e furia per Città del Messico senza concedersi la possibilità di conoscere questa favolosa metropoli. 

Il mio consiglio è quello di prendersi un po’ di tempo per fare altre esperienze in città e rimanere almeno due giorni in più. Se volete potete spendere questi giorni visitando i dintorni come le rovine di Teotihuacán, quelle di Tula o la città montana di Taxco. Oppure visitare altri siti in città meno frequentati dai turisti stranieri come quelli che seguono:

La Basilica di Guadalupe, è la chiesa cattolica più visitata delle Americhe poiché secondo la leggenda nel 1531 una madonna dalla pelle scura, chiamata la vergine di Guadalupe, apparve ad un indigeno. All’interno della basilica è conservato il mantello dell’indigeno su cui si dice sia rimasta impressa un’immagine della vergine. Nel corso dei secoli pare che la madonna sia apparsa quattro volte. Come spesso accade in Messico e nel resto dell’America Latina i culti cristiani prendono dei tratti dei culti precolombiani. Il culto della vergine di Guadalupe, i cui festeggiamenti cadono il 12 dicembre, ha molti parallelismi con quello di Tonantzin, la dea madre mesoamericana. 

La Arena México, è l’arena coperta più grande del paese con i suoi 16.500 posti. Fu fatta costruire nel 1956 dal presidente della CMLL, a federazione nazionale della Lucha Libre. La Lucha Libre, il wrestling messicano, è uno degli sport più seguiti e amati del paese! Avere la fortuna di poter assistere ad un incontro è sicuramente un’ esperienza indimenticabile.

A differenza del Wrestling comune quello messicano è caratterizzato da un largo uso di acrobazie aeree, spesso rischiose e ardite. Inoltre i lottatori fanno spesso uso di maschere, che identificano il ruolo del lottatore: rudos, il cattivo o tecnicos, il buono. Questo è un elemento teatrale che simboleggia l’eterna lotta tra bene e male e incarna i diversi valori dello sport. Il rudos gioca sporco, non rispetta le regole e prova a vincere ad ogni costo mentre il tecnicos rappresenta l’onore, il rispetto delle regole e la lealtà.

Il Mercado de la Merced, con le sue 554 bancarelle è considerato il mercato più grande delle Americhe. Sorge esattamente sul luogo dove si trovava il mercato azteco prima della conquista spagnola. Il mercato è diviso in sette sezioni, divise per tipologia di merce tranne la settima che è un mercato tradizionale. Questo mercato è rinomato per la squisitezza del cibo e per la qualità dei peperoncini. 

La Plaza de las Tres Culturas, la maggior parte della piazza ospita i resti del centro cerimoniale di Tlatelolco, la città gemella di della capitale Atzeca Tenochtitlán.  Su un lato della piazza c’è la chiesa francescana chiamata Templo de Santiago, costruita dagli spagnoli per impedire la celebrazione dei culti locali. Sull’altra parte della piazza sorge invece l’edificio in vetro e cemento che ospita il ministero degli esteri. I tre stili di questi edifici diversi per cultura e periodo storico diedero origine al nome della piazza. Questa piazza inoltre ha un importante valenza storica per i messicani. Infatti qui, nel 1521, venne ucciso l’ultimo imperatore Azteco, Cuauhtémoc, che si oppose eroicamente agli spagnoli di Cortés.

La Plaza Mexico, è la Plaza de Toros più grande al mondo, può contenere fino a 60.000 spettatori. Venne costruita nel 1946 per ospitare le corride del leggendario torero Manolete, per cui i messicani nutrivano una grande ammirazione. 

La Piramide de Cuicuilo, questa piramide appartiene alla prima civiltà urbana conosciuta nella valle del Messico e risale al 600 a.C. circa. A causa dell’eruzione del vicino vulcano Xitle gli abitanti furono obbligati a fuggire nel 100 d.C. circa. Il sito è quasi del tutto intanto e non scavato poiché la lava solidificata rende difficili gli scavi. Tuttavia è presente un museo con numerosi oggetti ritrovati durante gli scavi che fino ad oggi sono stati portati a termine con successo. 

Tlalpan, All’epoca dei viceré spagnoli era un posto apprezzato dalla nobiltà, di conseguenza furono edificate numerose case eleganti e haciendas dal XVIII in poi. Tra le abitazioni illustri c’è quella dell’imperatrice Carlotta e dell’eroe di Alamo, il generale Antonio Lopez de Santa Anna. Invece nella  centrale Plaza de la Constitucion c’è ancora l’albero dove furono impiccati gli 11 patrioti che si ribellarono all’occupazione francese.

 

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