Cosa mangiare in Messico

Cosa mangiare in Messico

Prima di partire per il Messico è davvero importante saper cosa mangiare se si vuole sfruttare la grande ricchezza gastronomica di questo paese e fare esperienze uniche. Infatti ogni regione ha dei piatti tradizionali che non si trovano altrove o delle varianti di piatti nazionali che raccontano la storia del territorio. Iniziamo col dire che la cucina Messicana, nonostante le molte influenze, ha mantenuto quasi invariata una tradizione culinaria di oltre 2000 anni!  

Per questo motivo nel 2010 venne riconosciuta patrimonio culturale immateriale dall’UNESCO, essendo una manifestazione di usanze tramandate di generazione in generazione sia nella coltivazione dei prodotti tipici che nella trasformazione di numerosi piatti tradizionali usando tecniche e conoscenze che sono rimaste simili nella storia.  Infatti le preparazioni a base di mais, peperoncino, fagioli e carne cotta lentamente sulla brace sono un retaggio inconfondibile della cultura Maya.

Purtroppo in Italia la cucina messicana autentica è pressoché sconosciuta. Infatti non tutti sanno che i numerosi ristoranti Tex-Mex in giro per il paese propongono una cucina statunitense che si è sviluppata negli ex territori messicani come l’Arizona, il Texas, la California e il Nuovo Messico e purtroppo si tende a confonderla con la cucina messicana. Ad esempio ricette come il chili con carne, i tacos croccanti o i Burritos sono quasi del tutto sconosciuti ai messicani che le considerano ricette statunitensi, anche se hanno una modestissima diffusione in alcune città del nord al confine con gli Stat Uniti.

Ma adesso vediamo cosa mangiare in Messico con una breve presentazione dei piatti più popolari.

 

COLAZIONE:

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Energetico 

Si tratta di una macedonia di frutta con müesli e yogurt.

 

Heuvo ranchero

È un’altra tipica colazione Messicana. Consiste in uova fritte con salsa di pomodoro, cipolla e formaggio.

 

Chilaquiles 

Si tratta di una tortillas di mais divisa in quarti e fritta a cui si aggiunge un composto di salsa verde, pollo, formaggio e fagioli. In alcune varianti si aggiunge anche la panna acida, nuova strapazzate, cipolla, manzo o guacamole. Questo piatto nacque dalla necessità di riutilizzare le tortillas avanzate. 

 

ANTOJITOS (TAPAS MESSICANE):

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Tostadas

È un delizioso piatto di tortillas fritte ricoperte da una crema di fagioli, pollo, insalata, guacamole, panna acida e formaggio. 

 

Flautas

Sono delle tortillas arrotolate ripiene di pollo o formaggio, fritte e servite con una salsa fatta con pomodori, cipolle e peperoncini.  

 

Enchilladas 

Sono delle tortillas fritte ripiene di pollo, cipolla e formaggio e ricoperte di salsa, guaiamole e coriadolo.  

 

PIATTI PRINCIPALI:

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Tamales

Questo è uno dei piatti più antichi che ancora si mangiano in Messico, originario della cultura Tolteca. I Tamales sono degli involtini preparati con un impasto a base di  mais ripieno di carne, verdure, frutta o altri ingredienti, avvolti nella foglia di banano, mais o avocado. Sono cotti al vapore e possono essere sia salati che dolci a seconda degli ingredienti che li compongono. Il nome tamal deriva dalla lingua nuhatl che significa avvolto.

 

Gorditas 

Sono dei piccoli panini fatti con una tortilla di mais un po’ più spessa che viene cotta sulla piastra fino a quando non si gonfia, successivamente si apre e viene riempita con carne, formaggio, verdura e salse varie. Il ripieno cambia in base alla regione e al momento della giornata e può essere assaporata sia calda che fredda. In alcune zone del paese dopo essere state riempite vengono fritte e sembrano delle empanadas rotonde.

 

Tacos 

I tacos sono senza dubbio il piatto nazionale Messicano, si trovano ad ogni angolo delle strade in tutto il territorio nazionale. Esistono decine di varianti regionali e i ripieni cambiano in base all’offerta della zona, gli ingredienti più comuni sono il maiale, il pollo, il manzo, la capra, il pesce e il polpo. Ogni taco viene servito solitamente con cipolle, coriandolo, lime e salsa piccante. 

Se volete saperne di più, ne parlo in modo approfondito nell’articolo “Guida ai Tacos”!

 

Arrachera

Questo piatto a base di carne marinata ha una storia molto particolare. Infatti si racconta che a metà del secolo scorso un macellaio del nord del paese, Don José Inés Cantú Vegas, che importava la carne dagli Stati Uniti si accorse che il lombatello, un taglio di carne proveniente dal diaframma del bovino, non era commercializzato ed era considerato al pari delle frattaglie.

Questo taglio di carne duro e pieno di nervi è infatti difficile da preparare e se cucinato male diventa quasi immangiabile. Don José però durante una cena tra allevatori scoprì che se preparato con una marinatura acida, come limone o aceto, la carne diventava molto tenera. Così intravide una grande opportunità di business e iniziò a importarlo pagando cifre irrisorie. Durante il tragitto teneva il lombatello in una soluzione a base di limone, arancia, birra, aceto e spezie, così da conservarlo e renderlo più tenero allo stesso tempo. La sua intuizione fu geniale e in poco tempo la Arrachera si diffuse in tutto il territorio del nuovo Leon, poi nelle regioni del nord e infine in tutto il paese. 

 

DOLCI:

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Bruñelos 

Sono delle frittelle dolci di frumento. Nacquero nel 1090 nel califfato di Cordoba, la loro origine è quindi araba, anche se alcune versioni dicono che gli arabi le presero da una ricetta Romana che già si tramandava da generazioni nella città di Almogia. Col passare degli anni e col fatto che questa preparazione semplice si adattava bene alla cucina povera dei contadini i buñuelos si diffusero in ogni angolo della Spagna e dei territori dell’impero, sopratutto in Messico, adattandosi alla cucina locale. A Veracruz, ad esempio, si prepavano con ananas e riso mentre a Oaxaca c’erano ricette di buñuelos con patate dolci e uvetta. Oggi in tutto il paese si trovano maggiormente quelli con le mele  accompagnati da crema pasticciera o cioccolato.

 

Churros: 

Anche se i churros iniziarono a diffondersi in catalogna a inizio del XIX secolo, e successivamente importati nel resto nei territori dell’impero spagnolo, è in Messico che si perfezionarono fino alla forma in cui li conosciamo oggi. Infatti la versione più conosciuta sono i Churros con la cioccolata calda, bevanda nazionale messicana. Solo che a differenza degli altri posti in Messico la cioccolata calda si mangia ancora come al tempo dei maya, ossia purissima e senza l’aggiunta di zucchero. Infatti è proprio lo zucchero sui Churros ad addolcirla. 

 

GLOSSARIO ESSENZIALE:

Sebbene lo spagnolo possa sembrare simile all’italiano, in realtà molte parole sono diverse e nella cucina messicana talvolta sono presenti termini di origine Maya. Ne posti molto turistici è possibile trovare menù scritti in inglese ma difficilmente troverete camerieri con una buona proprietà lessicale. Pertanto il mio consiglio è quello di memorizzare qualche termine oppure scriverlo in una not del telefono.

antojitos: sono degli stuzzichini, molto simili alle tapas messicane. Il termine infatti deriva dalla parola antojo che significa “desiderio intenso” o “capriccio”

albondigas: polpette 

atùn: tonno

barbacoa: agnello cotto in una buca nel terreno

carnitas: carne di maiale marinata e fritta

chicharron: cotica di maiale fritta, generalmente la mammelle ma non solo

chorizo: salsiccia piccante stagionata, simile al nostro salame

frijoles: fagioli

cilantro: coriandolo

mole: salsa a base di chili, nocciole e spezie. Accompagnano la carne di pollo o di maiale

pipian: salsa a base di semi di zucca

queso: formaggio 

guacamole: salsa a base di avocado, pomodori, cipolle, coriandolo e lime. Talvolta è possibile trovare una variante con il chili

nopal: foglie di Opuntia (fico d’india) cotte alla griglia. 

 

Questo glossario di base dovrebbe essere sufficiente per leggere e capire la maggior parte dei menù in totale autonomia. Ad ogni modo se volete sapere cosa mangiare in Messico vi basterà chiedere agli abitanti del posto. I messicani sono molto aperti e desiderosi di far conoscere la propria cultura, e anche se non parlate la lingua, vedrete che troveranno il modo di farsi capire.

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