Chi sono i Phi?
Sapete chi sono i Phi? Secondo la cultura thai sono degli spiriti che incarnano l’anima del luogo che presiedono. Vi racconto tutto in qui!

Chi sono i Phi?

Sapete chi sono i Phi? Secondo la cultura popolare thai il mondo è abitato da una miriade di entità sovrannaturali chiamate Phi (ผี). Sono la rappresentazione dell’anima del luogo che presiedono ma talvolta possono anche essere gli spiriti degli antenati o i fantasmi di chi è morto prematuramente o in modo violento. Possono risiedere in alcuni alberi centenari, nel terreno, ma anche nelle montagne, nelle foreste e nei corsi d’acqua. 

I Phi possiedono un potere enorme e possono essere allo stesso tempo sia benevoli che sfavorevoli, tutto dipende dalla loro natura e dalla  relazione che si instaura con loro. Hanno la capacità di far accadere vari eventi naturali come frane, terremoti, alluvioni, oppure intervenire sulla vita dei mortali con sventure, malattie e lutti. Ma allo stesso tempo hanno anche la capacità di portare soldi, felicità, benessere e salute.  

Ad esempio, ogni volta che si scava per costruire una casa si deve chiedere il permesso ai Phi del luogo e fare gli opportuni riti. All’inizio si celebra con un rito di divinazione per interrogare gli spiriti, il cui responso è vincolante. Se il responso è positivo si procede a costruire una nuova dimora per accoglierli, chiamata san phra phum, è una casetta in legno sopraelevata. Vi si collocano statuine propiziatorie e  i nuovi abitanti di quel posto devono fare costantemente delle offerte per assicurarsi il loro favore. Inoltre per scongiurare la loro ira, devono tenere pulita e ordinata la zona intorno al san phra phum.

 

Gli abitanti di Bangkok e l’ira dei Phi

Un’opinione piuttosto condivisa, tra i vecchi abitanti di Bangkok, è che il problema dello sprofondamento della città sia dovuto proprio alla profanazione dei Phi del luogo. Si dice infatti che, all’epoca del boom edilizio, molte ditte di costruzione straniere ignorarono la consuetudine di propiziarsi i Phi. Volendo accorciare i tempi di costruzione ed evitare ritardi a causa di stupide superstizioni, alcuni costruttori decisero di non chiede l’autorizzazione ai Phi del luogo.

Così abbatterono tutti gli alberi dei viali alberati, che un tempo caratterizzavano la capitale, e chiusero col cemento la maggior parte dei vecchi canali della città per avere più terreno edificabile. Provocando ulteriormente l’ira funesta dei Phi. Ovviamente la città iniziò a sprofondare per l’eccessivo peso dei grattacieli, costruiti frettolosamente su terreni paludosi, e non per l’ira degli spiriti. Tuttavia mi piace pensare che se avessero dato ascolto alle credenze popolari forse si sarebbero accorti in tempo del problema e oggi la città non sarebbe afflitta dalle costanti alluvioni.

Una cosa che mi ha sempre colpito delle religioni antiche è che hanno un sistema di credenze strettamente legate con la natura e l’ambiente. Quello che sembra essere un tabù, all’origine ha spesso una motivazione legata alla conservazione di un certo equilibrio tra uomo e ambiente circostante. E così ci si ritrova circondati da alberi centenari e boschi sacri che non possono essere tagliati, sorgenti d’acqua che devono rimanere incontaminate e cosi via. Era un sistema per far capire a chiunque l’importanza di rispettare l’ambiente in cui si vive, anche a chi non aveva un’istruzione tecnica.

 

Il santuario di Erwan

Tiziano Terzani racconta uno di quesi episodi nel suo libro più famoso, “un indovino mi disse”:

“perché i pii fossero contenti, stessero in pace e non dessero noia ai comuni mortali, in ogni angolo della città, in ogni strada, davanti ad ogni casa c’erano dei tempietti dedicati a loro e la gente si curava di lasciarvi sempre del cibo, dei piccoli elefanti di legno, delle ballerine di gesso, un bicchierino pieno di alcool e delle belle, profumate collane di fiori di gelsomino.

Ogni volta che si facevano le fondamenta di una nuova casa o si scavava un pozzo, subito si faceva anche un altarino allo Spirito della Terra per scusarsi del disturbo datogli con quei lavori e per chiedergli protezione nel tempo avvenire. Con le offerte, che poi venivano fatte regolarmente all’altare, si rinnovavano le scuse e le preghiere. Se nel corso di certi lavori era indispensabile tagliare un albero, c’era una speciale cerimonia con cui si chiedeva al pii della pianta il permesso di usare la sega ai suoi danni”.

Nel suo libro parla anche del caso del santuario di Erwan. Negli anni ’50 la ditta incaricata per i lavori della costruzione dell’hotel Erwan non fece i rituali richiesti ai Phi del luogo. Il cantiere venne colpito da una serie di lutti e di eventi tragici. Forse fu un caso, ma solamente dopo che vennero celebrati i rituali di riparazione costruendo un enorme casa dei Phi,questi eventi tragici cessarono. Ma non solo, si dice che i Phi furono così contenti della uova sistemazione che iniziarono a compiere miracoli. Ancora oggi il santuario di Erwan è considerato il più fortunato e migliaia di tailandesi vi si recano a rendere omaggio ai Phi e a chiedere le grazie.

Se volete saperne di più sul santuario di Erwan leggete anche: Gli 8 templi più belli di Bangkok

Il popolo thailandese è molto religioso e se l’80% si definisce buddhista il 100% rispetta l’antico culto degli antenati e degli spiriti. Una spiegazione ce la da l’antropologo Phya Anuman Rajadhon nel suo mirabile lavoro sulla tradizione Thai intitolato “Essays on Thai folklore“. Secondo i suoi studi infatti l’introduzione nella regione di nuovi culti non ha sradicato quelli precedenti. Ogni nuovo culto si è integrato ai precedenti senza generare sincretismi o assimilazioni. Per questo motivo i culti antichi sono sopravvissuti fino ad oggi a fianco del Ramakian (la versione Thai del poema epico hindu Ramayana) e del Buddhismo Theravada (una delle scuole Buddhiste più antiche e la più longeva), tutti ugualmente amati e rispettati dai Thailandesi.

Se volete sapere qualcosa di più sui templi leggete anche: Studiare in un tempio thailandese

 

Per approfondimenti vi consiglio le seguenti letture:

Questo è un libro che ho amato particolarmente. Credo che sia il più famoso e il più letto tra quelli di Terzani. Lo consiglio ad ogni persona che si voglia avvicinare all’oriente, ai suoi misteri e alle sue contraddizioni. Offre un interessante spaccato di vita sia sulla Thailandia che sull’oriente in generale.

Questo testo è indicato a chi vuole conoscere di più sull’anima buddhista della Thailandia. L’autore ci accompagna alla scoperta del Buddhismo Theravada. Avvalendosi di fonti antiche autorevoli ci mostra come il sistema meditativo Theravada, che appare come una curiosa e a volte disorientante mescolanza di caratteri brahmanici e buddhisti, sia di fatto l’adattamento di alcune tecniche yoga alla concezione del mondo buddhista.

Il Ramayana è una delle più antiche epopee della mitologia indiana e anche uno dei testi sacri più importanti della tradizione religiosa e filosofica indù. La sua lettura credo sia fondamentale per comprendere buona parte della religiosità thailandese. Questa è una delle versioni più complete in italiano ed è suddivisa in 3 libri. -PARTE 1-

Il Ramayana è una delle più antiche epopee della mitologia indiana e anche uno dei testi sacri più importanti della tradizione religiosa e filosofica indù. La sua lettura credo sia fondamentale per comprendere buona parte della religiosità thailandese. Questa è una delle versioni più complete in italiano ed è suddivisa in 3 libri. -PARTE 2-

Il Ramayana è una delle più antiche epopee della mitologia indiana e anche uno dei testi sacri più importanti della tradizione religiosa e filosofica indù. La sua lettura credo sia fondamentale per comprendere buona parte della religiosità thailandese. Questa è una delle versioni più complete in italiano ed è suddivisa in 3 libri. -PARTE 3-

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