Le posture del Buddha thailandese

Le posture del Buddha thailandese

Vi siete mai chiesti il significato delle posture del Buddha thailandese e sopratutto perché ce ne sono così tante? Iniziamo col dire che il Buddhismo thailandese appartiene alla tradizione Theravada, la corrente più antica del Buddhismo, incentrata sulla figura storica di Siddhartha Gautama. Quindi l’iconografia si sviluppa intorno alla figura del Buddha storico e agli aneddoti legati alla sua vita. 

L’arte statuaria Buddhista in generale raffigura i Buddha in quattro posture, o posizioni (asana), basilari: in piedi, seduto, mentre cammina e sdraiato. Le prime tre rappresentano diverse attività quotidiane svolte dai vari Buddha, mentre l’ultima si riferisce esclusivamente a Siddhartha, più precisamente agli ultimi momenti trascorsi sulla terra, quando raggiunse il nirvana. Ogni postura poi è associata a centinaia di posizioni di mani (mudra) e piedi che rivelano un particolare insegnamento, di cui viene fatto largo uso nelle correnti del Buddhismo esoterico. 

Ma ora torniamo all’iconografia del Buddhismo thailandese. Verso la metà dell’800 il Re Rama III, grande appassionato di arte sacra, redasse una lista con un totale di 40 atteggiamenti iconografici dai più comuni ai più rari, di cui però solo una dozzina era quella più frequente durante tutto l’arco della storia dell’arte thailandese. Di queste dodici solo cinque erano le rappresentazioni principali, le altre erano delle loro variazioni.  Tra di esse vi era il Bhumisparsa mudra, quella che si incontra più spesso andando in viaggio in Thailandia.

 

Ecco quali solo le cinque posture del Buddha più frequenti:

 

Bhumisparsa mudra, Il buddha che toccala terra

le posizioni del Buddha

Come già detto è la rappresentazione più diffusa in Thailandia. Simboleggia il momento dell’illuminazione del Buddha sotto l’albero della Bodhi a Bodh Gaya. Questa è la postura assunta da Siddhartha mentre respinge le tentazioni di Mara. La mano destra è rivolta verso terra per chiamare a la terra a testimoniare la sconfitta di Mara, la mano sinistra riposa sul grembo per rappresentare la sua imperturbabilità, le gambe sono nella posizione del mezzo loto per simboleggiare il distacco dalle cose terrene e sulla sommità del capo vi è una fiamma stilizzata ad indicare l’avvenuta illuminazione. 

Vitarkha mudra, l’esposizione della dottrina

le posizioni del Buddha

Questa statua rappresenta la prima esposizione del Dharma nel parco dei cervi a Sarnath. La parola Dharma racchiude un insieme di concetti e non ha un corrispettivo nella nostra lingua. Molto spesso è tradotta con legge, dovere, obbligo morale o verità e nel Buddhismo indica la legge universale che esprime la realtà e la natura delle cose che Siddhartha rende comprensibile agli uomini. In questa immagine, che risale all’era Sukhothai, il pollice e l’indice della mano destra si chiudono a formare un cerchio che rappresenta il Dharmachackra, la ruota del Dharma, che è anche il simbolo della religione Buddhista.

Abhaya mudra, la rassicurazione

le posizioni del Buddha

Questo mudra rappresenta un gesto che induce rassicurazione e salvezza. Infatti la mano col palmo aperto davanti a sé, con le dita unite ed il braccio piegato ad angolo retto simboleggia l’allontanamento ed il distacco dalla paura. Questo gesto è molto antico e affonda le radici nell’iconografia induista, associato molto spesso alla dea Sarasvati. Nell’iconografia Buddhista è presente in due versioni: con la sola mano destra o con entrambe le mani. Questa postura fa riferimento ad un episodio in cui Siddhartha domò le inondazioni del Nairanjana, un affluente del Gange.

 

Dhyana mudra, la meditazione

le posizioni del Buddha

Questa immagine è molo diffusa nel sud della Thailandia, rappresenta il Buddha in meditazione con le gambe incrociate nella classica posizione del loto. Le mani sono in grembo con la destra sopra la sinistra e i palmi verso l’alto. In alcune varianti i pollici si toccano. Ancora oggi i monaci thailandesi meditano in questa posizione. 

Il Buddha sdraiato 

le posizioni del Buddha

Questa postura non è tra le più diffuse ma è di sicuro tra le più venerate. Infatti il Buddha sdraiato sul fianco destro rappresenta la fase di parinirvana, il nirvana definitivo, ossia il momento in cui Siddhartha decide di entrare nel nirvana. Ci sono due versioni di questa rappresentazione: una con gli occhi semiaperti che rappresenta il Buddha dormiente, quindi l’attimo prima di entrare nel nirvana e il Buddha con gli occhi chiusi, che quindi ha già raggiunto il Nirvana.

 

 

Se volete sapere altre curiosità sulla religione thailandese leggete anche questi articoli:

-Gli 8 templi più belli di Bangkok

-Studiare in un tempio Thailandese

-Chi sono i Phi 

Lascia un commento